SPORT, ASSOCIAZIONISMO, VOLONTARIATO, GIOVANI
Questi temi credo siano strettamente legati fra loro. Il grosso delle associazioni sportive coinvolgono i ragazzi a svolgere attività insieme e hanno perciò una fondamentale funzione sociale in particolare nei quartieri più disagiati delle città e nei piccoli centri dove spesso il campo da pallone o la palestra sono gli unici punti di riferimento per le nuove generazioni e le bocciofile lo sono per gli anziani.
Lo stesso dicasi per tutte quelle strutture gestite da associazioni da sole o in collaborazione con gli enti pubblici che hanno lo scopo di promuovere il volontariato, la creatività, la cultura: l’aggregazione intorno a comuni interessi è uno dei pilastri su cui si fonda il vivere nella nostra società. Per questi motivi l’associazionismo meritevole, quello che appunto ha una valenza positiva nel campo sociale o che si distingue per l’eccellenza delle attività svolte va sostenuto con forza ed incentivato. Lo stesso non si può dire però per tutte quelle associazioni che hanno come unico scopo quello di succhiare risorse dalla Regione per garantire un ritorno a chi le gestisce: lo scandalo Grinzane Cavour è l’esempio più lampante di questo malcostume.
Credo si debba stabilire un codice di comportamento per le associazioni che beneficiano di contributi regionali che preveda tetti alle spese amministrative e di rappresentanza rispetto all’attività istituzionale; introdurre un sistema di progettazione e controllo integrati tra enti pubblici e fondazioni per evitare comportamenti opportunistici e furbeschi.
In Alessandria è ancora in forse la continuazione delle attività del centro giovani Punto Di.
Nella scongiurata ipotesi in cui il Comune decidesse di chiuderne le attività, sarà un mio preciso impegno nei confronti dei giovani del nostro territorio trovare una soluzione alternativa dalla Regione perché una splendida realtà aggregativa e di stimolo alla creatività dei giovani come quella non venga meno.


